COMUNICATO SULLE POLITICHE PER LA SCUOLA DEL PARTITO DEMOCRATICO 

Coordinamento Territoriale PD Scuola Versilia

 

Il nuovo anno scolastico 2010/2011 si inaugura con grosse difficoltà per tutti: alunni, insegnanti, dirigenti, personale ATA, famiglie ed Enti Locali.

Gli Istituti pubblici di ogni ordine e grado sono in una situazione di dissesto sia per gli organici, sia per le risorse necessarie a sostegno  della propria offerta formativa.

I precari stanno ancora lottando, non solo per il  posto di lavoro, ma anche per tenere viva l’attenzione dell’opinione pubblica sul disfacimento di una scuola che negli anni passati, pur con tutti i suoi difetti, offriva un servizio di alta  qualità.

In Versilia la situazione rispecchia l’andamento nazionale; mancano ancora insegnanti nelle classi e sul sostegno, il tempo pieno in molti casi è ridotto e, anche se le ore di permanenza nelle scuole previste per gli alunni restano le stesse,  la qualità della didattica si abbassa per la mancanza di compresenza e di calo dei docenti.

Non parliamo poi degli istituti superiori che si sono visti sopprimere ore di insegnamento e persino intere materie, depennate in un sol colpo dalla “riforma” Gelmini. Per fare un esempio,  il Liceo scientifico-tecnologico, nelle classi prime, si è visto calare le ore di lezione da 34 a 27 ed  è  scomparso Diritto e sono calate le ore in altre materie fondamentali, per non parlare delle ore di laboratorio, fiore all’occhiello di questa istituzione scolastica.

Anche la scuola dell’infanzia, già messa a dura prova lo scorso anno dalla riduzione dell’orario delle collaboratrici scolastiche delle cooperative, quest’anno rischiava di lasciare in lista d’attesa, solo in Toscana, 2.680 bambini perché la direttiva del Ministro Gelmini ai Provveditorati era stata quella di bloccare l’attivazione di nuove sezioni.

La Regione Toscana si è opposta chiedendo al Ministero l’attivazione di 115 nuove sezioni di scuola dell’infanzia e di fronte alla risposta negativa si è attivata stanziando più di 5 milioni di € per attivare essa stessa 93 sezioni (comprese le 42 aperte lo scorso anno) che accoglieranno 2.300 bambini: 6 nella provincia di Lucca, di cui  4 a Massarosa e due tra Viareggio e Torre del Lago Puccini.

Il PD della Versilia denuncia con forza le manovre governative per distruggere la scuola  e, come il PD Nazionale, ha deciso di mettere ai primi posti del suo programma la scuola pubblica, perché fondamento per la democrazia e per il futuro del Paese.

Il nostro motto è: CHI TAGLIA LA SCUOLA, TAGLIA IL FUTURO.

Lo stesso impegno il PD lo indirizza verso i servizi comunali alla primissima infanzia, nidi e servizi integrativi, che tanta importanza hanno nel consentire le pari opportunità di accesso al lavoro tra i sessi ma anche tra le diverse fasce sociali e per l’integrazione delle famiglie straniere.. Fare  nidi di qualità significa anche fare delle reali politiche di sostegno alla famiglia e alla  convivenza multietnica.

La crisi economica, anche in Versilia, mina il welfare locale dei servizi e lo rende qualitativamente e quantitativamente inadeguato e troppo diversificato da un comune all’altro.

Servono politiche concrete a basso costo di realizzazione, reali e soprattutto unitarie.

Di seguito elenchiamo sia le contestazioni sulla manovra finanziaria 2010 sia le nostre proposte.

 

MANOVRA GOVERNO

CONSEGUENZE

PROPOSTE PD

·      Blocco degli scatti di anzianità degli stipendi per 3 anni

·        Perdita dai 29mila ai 42mila € fino al termine della carriera

·        Almeno 1 anno di lavoro regalato allo Stato

·        Effetto economico e giuridico in via permanente, fino al termine della carriera, cioè cancellazione del triennio 2011-2013 solo per il personale scolastico, ritardando di tre anni lo sviluppo della carriera e i passaggi di posizione

·      Eliminare la franchigia che impedisce di applicare la riduzione degli stipendi sui primi 90.000 € dei dirigenti e di abrogare gli articoli che riguardano gli scaloni del personale scolastico

·      Il 30 % delle risorse sottratte alla scuola che dovevano essere  impiegate per premiare il merito degli insegnanti e per attivare progetti per la qualità sono stornate per coprire i crediti che lo Stato doveva alle scuole (oltre 1 milione di Euro) per il pagamento delle supplenze brevi, corsi di recupero etc…

·        I risparmi sui tagli vengono usati dal Governo per fronteggiare le spese ordinarie e i debiti pregressi delle scuole, praticamente i docenti ed i precari soprattutto, pagano loro stessi i crediti che il Governo doveva alle scuole.

·        Una parte di tale risparmio viene impiegato per sovvenzionare il Progetto nazionale della Mininaja, voluto dal Ministro della Difesa Ignazio La Russa. Praticamente si riportano in vita i campi balilla di antica memoria, togliendo risorse ai progetti di alfabetizzazione culturale, recupero, etc…

·      Abolizione dei tagli che essendo generalizzati e non mirati non  hanno in alcun modo eliminato sprechi e  inefficienze e che invece hanno compromesso seriamente anche i livelli minimi di funzionalità delle scuole

·      Riportare gradualmente l’investimento sulla scuola al 6% del PIL

·      Investire più risorse nella scuola pubblica attraverso l’attivazione di servizi qualificati per la migliore fruizione dell’offerta formativa attraverso una attiva collaborazione del Ministero con le istituzioni scolastiche, potenziare e non diminuire il tempo pieno e reinserire le materie e i laboratori depennati in un sol colpo dalla “riforma” Gelmini sia nella secondaria di 1° che di 2° grado.

·      Tagli a Regioni, Province e Comuni

·      Questi tagli si ripercuoteranno sulle istituzioni scolastiche perché costringeranno gli Enti Locali a ridimensionare gli investimenti su:

Asili nido

Scuole dell’infanzia comunali

Contributi per mense e trasporto scolastico

Progetti in accordo con le scuole per l’ampliamento dell’offerta didattica

Diritto allo studio

Assistenza all’handicap

 

·      Invece di tagliare drasticamente le risorse agli Enti Locali il PD propone di snellire gli apparati burocratici centrali (MIUR) ed i suoi uffici periferici, dando attuazione all’accordo della Conferenza Stato Regioni sul Titolo V e a quanto già previsto dalla Carta delle Autonomie, dando alle Regioni le competenze in tema di programmazione, organizzazione e gestione del personale scolastico, al MIUR rimangano le competenze per la definizione delle norme generali.

·      Richiesta di esclusione dal patto di stabilità interno delle spese per l’istruzione

·      Blocco degli organici degli insegnanti di sostegno all’organico di fatto dell’a.s. 2009/2010, se non per casi gravissimi

·      Il blocco penalizza in maniera indegna tutti gli alunni disabili perché diminuisce il rapporto alunno/insegnante, riducendo di fatto le ore di sostegno di cui il bambino disabile avrebbe bisogno per raggiungere i propri obiettivi formativi.

·      Ripristino del rapporto adeguato, a seconda dei casi, delle ore alunno/insegnante.

 

·      Patto di stabilità

·      I Comuni si trovano a dover rinunciare ai progetti di edilizia e di ristrutturazione scolastica con gravi ripercussioni sulla sicurezza.

·      Richiesta di esclusione dal patto di stabilità interno delle spese per l’ edilizia scolastica

·      Le spese delle famiglie per l’educazione riguardano solo i nidi  e sono detraibili al 19% (tetto massimo 632 € a figlio)

·      Le famiglie meno abbienti non possono mantenere agli studi i propri figli, rinunciando spesso, non solo all’università ma anche al raggiungimento di un diploma di scuola superiore.

·      Aumento dal 19% al 50% della detraibilità delle spese dei nidi, estendendo la stessa misura a tasse scolastiche delle scuole superiori, all’acquisto dei testi scolastici, ai costi delle mense e al trasporto scolastico per tutti i gradi delle scuole pubbliche.

·           Nel triennio 2009/2011 verranno diminuiti nella scuola 137.000 posti di lavoro tra insegnanti e personale ATA

·      Si verranno a creare problemi gravissimi sul tempo pieno, sui laboratori, sulla didattica, sulla sicurezza nelle scuole e come già detto in precedenza sul sostegno degli alunni disabili

·      Abolizione dei tagli previsti e stabilizzazione dei 150.000 precari come previsto nel piano triennale dell’ultima finanziaria del Governo Prodi

·      Abolizione della decurtazione del 25% delle ore del personale delle cooperative storiche

·           Taglio netto per i corsi serali per il  conseguimento del diploma di scuola secondaria di primo e secondo grado

·      Eliminando questi strumenti di formazione e riqualificazione professionale si impedisce a tantissimi lavoratori con gravissime problematiche occupazionali e di integrazione di sperare in un miglioramento della propria attività o di trovare un nuovo lavoro, alla faccia della tanto sbandierata “flessibilità lavorativa” così osannata da questo Governo che invece, di fatto, toglie ogni speranza proprio a che dovrebbe aiutare

·      Riesame dei criteri per l’attivazione dei corsi serali

·      Risorse più cospicue per la formazione e riqualificazione professionale anche attraverso il reperimento di fondi tramite la UE

 

Il PD della Versilia chiede inoltre, a tutte le Amministrazioni del Territorio, di costituire un tavolo di lavoro permanente (Consulta della scuola e dei servizi della Versilia) tra Comuni, Provincia, dirigenti scolastici, ASL, rappresentanti di tutto il mondo della scuola, comprese le ditte appaltatrici dei servizi scolastici educativi e le associazioni di volontariato che si occupano di scuola.

Il PD della Versilia sconfessa, inoltre, l’ultima esternazione del Ministro Gelmini la quale afferma che in 6/7 anni saranno assorbiti nella scuola 200.000 precari, con il Governo Prodi ne sarebbero stati assunti 150.000 proprio nel triennio in cui ne saranno invece tagliati 137.000 proprio in omaggio alla “riforma” del Ministro.

I conti per la scuola non tornano, ma tornano al Ministro Tremonti che rimpingua le sue casse sulla distruzione della scuola, ma solo quella pubblica.

Purtroppo niente del risparmio tornerà alla scuola, alla faccia dei proclami tanto sbandierati.

Ultimo fiore all’occhiello di questo Governo: l’avvento della Mini Naja, pagata con i fondi risparmiati con i tagli alla scuola pubblica e voluta fortemente dal Ministro La Russa.

Ma al Ministro Gelmini interessa veramente la scuola pubblica statale o i suoi decreti sono un paravento per un fine ben più grave e devastante per la democrazia e cioè la definitiva distruzione della scuola pubblica a favore di quella privata riservata a pochi privilegiati?

Riteniamo immorale che nel Varesotto la moglie di Bossi abbia aperto una scuola privata in pochissimo tempo, usufruendo di  800.000 € elargiti direttamente dal Governo centrale e a fondo perduto, una scuola che si basa sulla “pedagogia padana”, attivata con soldi di tutti gli italiani e sottratti alla scuola pubblica.

E Sacconi e Brunetta direttamente coinvolti nelle politiche locali, che fanno? Si ipotizza che, ben contenti, stiano a guardare la politica “rosa” della collega, garantendo pari opportunità: insieme al dissesto della scuola, il dissesto delle politiche dei comuni a sostegno dei bambini e delle famiglie.

Anche in Versilia la preoccupazione del mondo della scuola si è concretizzata nella partecipazione di massa del personale scolastico all’assemblea sindacale che si terrà mercoledì 15 settembre a Capannori, partecipazione che, di fatto, ha portato allo slittamento, in quasi tutti gli Istituti della Versilia, dell’apertura dell’anno scolastico che avverrà quindi il 16 settembre.

IL PD VERSILIA SI SCHIERA ACCANTO AI PRECARI, AI COMITATI GENITORI-INSEGNANTI  E A TUTTO IL PERSONALE DELLA SCUOLA, FACENDO PROPRIE LE LORO RIVENDICAZIONI E LOTTANDO CON LORO PER UNA SCUOLA PUBBLICA DI QUALITÀ, IMPARZIALE E MULTIETNICA.

 

Elena Tozzi

Responsabile Territoriale PD Scuola Versilia