Documento su Gaia Spa

 

L'acqua è un bene vitale che appartiene a tutti gli abitanti della Terra ed è intollerabile che 1 miliardo e 400 milioni di persone del pianeta non abbiano accesso all'acqua potabile.

L'acqua è patrimonio dell'umanità, la salute individuale e collettiva dipende da essa.

A nessuno, individualmente o come gruppo, è concesso il diritto di appropriarsene a titolo di proprietà privata.

L'acqua non è paragonabile a nessun'altra risorsa; per il suo uso bisogna quindi seguire severi criteri che siano improntati ad evitare gli sprechi ed un uso sproporzionato della risorsa rispetto al bisogno.

Per queste ragioni noi diciamo che le sorgenti, le reti e tutti gli impianti di trattamento dell’acqua sono e dovranno rimanere per sempre di proprietà totalmente pubblica in modo tale da garantire un accesso equo a questo bene indispensabile.

Per queste ragioni la nostra preferenza va, tendenzialmente, alle forme di gestione totalmente pubbliche del servizio idrico integrato.

Il PD della Versilia si oppone fermamente alla Legge n. 166/2009, art. 23 bis del TUEL, approvata dal Governo Berlusconi, che stabilisce l’affidamento a soggetti privati di una quota superiore  al 40% cioè obbliga ad una privatizzazione selvaggia delle aziende di gestione del S.I.I.

Il PD deve inoltre rilevare l’assenza di efficacia del ruolo dell’ AATO1 e dell’assemblea di Gaia, la società totalmente pubblica che gestisce il servizio idrico integrato di 44 comuni.

Gaia ha infatti accumulato decine di milioni di euro di debiti nei confronti anche e soprattutto di medie e piccole imprese del nostro territorio. Poco o nulla è stato fatto dai manager pubblici che hanno gestito la costituzione ed i primi tre anni di gestione, che hanno perseverato in pratiche da dilettanti allo sbaraglio e che hanno portato l’azienda sull’orlo di un fallimento che trascinerebbe con sé tutte quelle aziende creditrici con un danno economico e occupazionale gravissimo. 

L’intervento competente ed onesto dei nostri amministratori e dei nuovi manager, che da alcuni mesi stanno cercando di risolvere questa situazione, è stato vanificato proprio dalla legge di privatizzazione del Governo Berlusconi: con questa norma le banche che stavano sostenendo il debito di Gaia hanno dichiarato che non è più possibile farlo in quanto la medesima è in obbligo di privatizzazione.

Si è determinata quindi una situazione  per la quale, stando a quanto riferiscono i nuovi amministratori di Gaia, è divenuto obbligatorio valutare di scegliere, con procedura ad evidenza pubblica, il miglior partner industriale per Gaia, per evitare che venga messa in discussione la sua esistenza e delle decine di imprese sue fornitrici e quindi di moltissimi posti di lavoro. In ogni caso, anche se il referendum previsto per l’anno prossimo togliesse l’obbligo della vendita delle azioni ai privati, Gaia avrebbe bisogno, per far fronte ai debiti e agli investimenti, di una forte ricapitalizzazione che i soci pubblici non sembrano in grado di garantire.

Il PD rimane comunque disponibile a discutere con tutti anche soluzioni alternative, perché ove la ricapitalizzazione dell’azienda fosse seriamente possibile mantenendola interamente pubblica, si tratterebbe della soluzione preferibile. Ogni soluzione alternativa, però, deve essere dotata di senso della realtà e di tempistica ragionevole rispetto ai gravi rischi che si stanno correndo, perché il PD non intende sottrarsi alle proprie responsabilità di governo.

Crediamo, in ogni caso, che sia opportuno che il Presidente del Consiglio di Amministrazione di Gaia spieghi, nei consigli comunali che si occuperanno della questione, come si è arrivati alla attuale situazione di dissesto finanziario, di chi sono le responsabilità e per quali motivi non vi sono alternative alla cessione del 40% delle quote. Lo dobbiamo, in nome di fondamentali principi di trasparenza e pubblicità, ai cittadini.

NON SI PARLA COMUNQUE DI PRIVATIZZAZIONE DELL’ACQUA, DELLE SUE SORGENTI, DELLE RETI E DEGLI IMPIANTI ma di una quota parte della società di gestione; inoltre, facendo funzionare correttamente i meccanismi di controllo in mano ai Comuni, come il contratto di servizio che lega i concedenti (i Comuni) al concessionario (società di gestione del servizio), si possono mantenere le condizioni di equità per l’erogazione del servizio e un controllo efficace delle attività.

Esistono amministratori politici e tecnici, ma sopratutto esistono buoni e cattivi amministratori.

Il management dell’azienda del Servizio Idrico Integrato dovrà essere composto da persone preparate che attraverso pratiche gestionali efficienti ed efficaci restituiscano al servizio la dignità e il valore che gli spetta.

La politica, lo diciamo anche a noi stessi, deve  esprimere, nelle nomine di amministratori nelle società di gestione dei servizi pubblici locali, persone qualificate e competenti.

 

Alberto Corsetti

Segretario Territoriale - Federazione PD Versilia

 

Fulvio Mazzola

Responsabile Servizi Pubblici Locali - Federazione PD Versilia