Comunicato stampa del 03 Aprile 2009

 

La vicenda legata all'aumento dei canoni demaniali per gli stabilimenti balneari, che nell'economia versiliese rappresentano una delle più importanti categorie imprenditoriali, la dice lunga sulle reali attenzioni che il governo nazionale ha verso uno dei settori trainanti del nostro Paese: il turismo.

Confermare oggi alla vigilia della stagione balneare 2009, senza accogliere l'ipotesi avanzata alla Camera di rinviare a dopo l'estate e quindi con una più attenta valutazione delle ripercussioni dirette e indirette che l'aumento dei canoni provocherà sul mercato dell'offerta turistica, chiamato  questa estate a confrontarsi  drammaticamente con le ripercussioni della crisi internazionale, è inconcepibile.

Senza fare facile strumentalizzazione politica, vorrei solo ricordare come pochissimi mesi fa fu salutato trionfalmente dal Governo la mediazione del sottosegretario Brambilla sul  protocollo d'intesa tra stato regioni e categorie balneari per la regolamentazione dei canoni sul demanio marittimo; mentre oggi ci troviamo a doverci confrontare con questa bella sorpresa pasquale!

Alle prese con la necessità di adeguare i propri stabilimenti a standards di servizi sempre più qualificanti; nel difficile confronto con gli istituti di credito, che nella attuale fase tendono a richiamare le posizione di esposizione delle imprese piuttosto che ad alimentare gli investimenti, sulla testa dei concessionari di stabilimenti balenare si abbatte anche questa ulteriore tegola.

E, anche se confido nel senso di responsabilità e nelle capacità imprenditoriali dei gestori di stabilimenti balneari versiliesi, quali ripercussioni potrà avere un amento così vistoso, su una voce di spesa quale i canoni demaniali, sul costo dei “posti ombra” è facile e logico immaginarlo.

Aver rifiutato da parte del Governo, che sbandiera attenzione verso il mondo delle imprese, anche un semplice slittamento dei tempi e sulle possibili opzioni di  calcolo dei canoni, accentua una situazione di ancor maggiore incertezza verso i balneari, ma anche verso l'intero mondo legato al  turismo: alberghi, ristoranti, attività commerciali, ecc.

Ciò che auspico  è che ci sia almeno al senato una diversa deliberazione della maggioranza del PDL e che su una richiesta che interessa tutta la Versilia si possa trovare da parte dei sindaci e degli amministratori interessati una linea politica comune di condanna verso la decisione che viene da Roma e di sostegno alle azioni politiche e legislative che andranno verso l'ottica di una più serena discussione sull'intera vicenda.

 

Fabio Balderi