09 Febbraio 2010  -  Comunicato stampa

 

 

Mariani (Pd): Rifiuti, necessario da parte del Governo aiuto alle piccole e medie imprese per i costi di tracciabilità.

 

 

“Il SISTRI (sistema di controllo della tracciabilità dei rifiuti), nato dall’esigenza di prevenzione e repressione dei gravi fenomeni di criminalità organizzata nell’ambito dello smaltimento illecito, come ci mostrano le numerose irregolarità e gli arresti verificatisi nelle ultime ore nella nostra Regione, così come concepito rischia di essere una ‘stangata’ per le piccole e medie imprese”.

Lo dichiara l’on. Raffaella Mariani, capogruppo Pd della commissione Ambiente della Camera e prima firmataria di una risoluzione che impegna il Governo ad individuare misure correttive del decreto ministeriale.  

            "La tracciabilità dei rifiuti risponde ad un'esigenza di legalità e trasparenza, ampiamente condivisa anche dalle associazioni di categoria, ma non è corretto scaricare tutti gli oneri economici e burocratici sul sistema delle imprese" prosegue la deputata. "Non si fanno riforme a costo zero per lo Stato; vogliamo vigilare affinché questo provvedimento non si traduca in una tassa occulta a scapito del nostro sistema economico già provato dalla crisi. Occorre uno sforzo maggiore da parte del Governo; partendo dalle esperienze positive delle politiche di gestione rifiuti sin qui adottate e condivise con il sistema delle autonomie locali e delle Regioni, risulta prioritario coordinare i controlli e alleggerire burocrazia e costi, altrimenti gravanti esclusivamente sui privati."

            “Alcune associazioni imprenditoriali – spiega l’onorevole- hanno espresso una legittima preoccupazione per l’aumento sostanziale dei costi in questo momento di crisi. Il Governo deve tener conto delle difficoltà, soprattutto per gli operatori medio-piccoli, e non far ricadere tutti gli oneri sulle imprese”.

“È necessario inoltre –conclude la Mariani- che l’esecutivo semplifichi le trafile burocratiche e che garantisca un avvio graduale del sistema, limitando la prima fase alle imprese più grandi e la seconda a quelle più piccole”.