18 – 19 Dicembre 2009

Cortona: concluso il percorso della mozione Franceschini, nasce Area Democratica

 

Sta qui il senso ultimo della due giorni di Cortona, dove dirigenti e militanti che hanno sostenuto nell'ultimo congresso la mozione Franceschini si sono ritrovati per fare il punto sul futuro del partito e su quello della componente. Una delegazione versiliese, composta dalla sen. Manuela Granaiola, da Adalgisa Mazza, Tenna Liberatore, Giuliano Micheli, Marina Bailo, Chiara Romanini, Gianmaria Melillo e Aldo Lasagna, ha partecipato all’incontro.

Che cosa rappresenta Area democratica? Dice Franceschini che è un luogo di discussione, di aggregazione, che non è classificabile come una "opposizione interna", né come una “corrente”, ma neanche come una semplice minoranza.

'Area Democratica' continuerà a esserci non per contrastare le decisioni che saranno prese dal segretario del Pd Bersani ma per dare un contributo positivo di idee.

È un’area che autonomamente vuole contribuire al progetto del PD. Non mette quindi in discussione il segretario Bersani, “il congresso lo faremo fra 4 anni e ora c'è una gestione unitaria”.

Area Democratica non vuole essere, <Area-dem, una specie di correntone – come dice Paolo Gentiloni - nel quale ci sono cose opposte tenute insieme solo dall’opposizione al segretario> o, per dirla con Walter Verini, <non è una componente che nasce a freddo, come a suo tempo RED, figlia di appartenenze precedenti. Noi abbiamo preso un milione di voti e abbiamo il dovere democratico di portare avanti il progetto originario del PD senza peraltro cristallizzarci in una corrente>.

 

Nel discorso conclusivo Dario Franceschini ha garantito lealtà nei confronti di Bersani, ma non ha mancato di bacchettare Massimo D'Alema, autore di una rivisitazione in positivo dell'istituto storico dell'inciucio. <Di inciuci che hanno fatto bene - ha detto il capogruppo del Pd alla Camera - non ne ho mai visto uno. Gli inciuci non funzionano né ieri né oggi: va bene un'alleanza con l'Udc, ma sarebbe invece sbagliato cercare di far nascere in laboratorio un nuovo partito di centro, al quale appaltare la ricerca del consenso nell'area moderata e di centrodestra>. Come dire, rivolto al Pd, non facciamoci del male con soggetti clonati che rischiano di andare poi con gli avversari lasciandoci per 40 anni all'opposizione.

Aiutare la nascita in laboratorio di un clone politico di centro sarebbe per Franceschini inaccettabile, anche perché in contraddizione con i principi fondativi del Pd, primo fra tutti il bipolarismo. Non è accettabile l’ipotesi di un accordo con Berlusconi per salvarlo dai suoi problemi giudiziari in cambio di un confronto sulle riforme: in questa idea c'é qualcosa che non funziona. Le riforme si fanno in Parlamento alla luce del sole. Il PDL ci vuole trascinare in un tranello per allontanare i riflettori dai problemi del paese mai affrontati e per avere un vantaggio nella campagna elettorale per le regionali.

In conclusione, per Franceschini é bene abbandonare la speranza di fare una riforma della Costituzione, destinata ad abortire con questo centrodestra. Bisogna invece aprire un dibattito in Parlamento sulla riforma degli ammortizzatori sociali, caduti ormai nel caos più completo, come pure sulla crisi sociale in atto.

 

L'utilità di Area Democratica all'interno del PD, la si può misurare dai contenuti: come suggerisce Piero Fassino, occorre avanzare proposte anziché aspettare di dover giudicare quelle degli altri, indicando il nostro punto di vista all'interno dei canali e degli spazi che il Partito offre per la discussione.

Un'Area Democratica che guarda al futuro, capace di puntare all'integrazione piena delle storie che nel PD si sono ritrovate e convivono. Mettiamo a disposizione del partito un patrimonio di persone e di idee che vogliamo difendere, lasciando che sia poi il Segretario a fare la sintesi.

Costruiamo un’Area attorno ad un’idea forte, MAI attorno ad una persona.

Come ha affermato Franceschini, <per la prima volta, chi ha perso il Congresso non spera che le cose vadano male, ma lavora perché le cose vadano bene>.

“Area Democratica” continuerà a vivere nel PD.

A maggior ragione se si ha chiaro che oggi c’è uno scollamento forte tra i cittadini e la classe politica che dovrebbe rappresentarli: Area Democratica deve arricchire il PD con le sue idee, discuterle all’interno del partito, ma deve anche andare fuori, farsi trovare dagli elettori, confrontarsi con loro e invitarli a partecipare attivamente a incontri e iniziative. Gli elettori si perdono se si parla solo a porte chiuse.

Franceschini ha già dato appuntamento a tutti nella prossima primavera, ancora nella chiesa sconsacrata di Cortona.

E anche allora, la parola “corrente” resterà bandita.