20 Dicembre 2008

 

Innovazione o fallimento. Questo il messaggio forte uscito dalla direzione nazionale del PD di sabato.

Lo condivido appieno e sottoscrivo il senso da “ultimo appello” per il nostro partito, contenuto all'interno della relazione di Veltroni.

Il PD, nato per dare un segnale forte di rinnovamento della politica italiana ha subito, dopo la fase entusiasmante seguita al 14 ottobre dello scorso anno e dopo la sconfitta elettorale, una pericolosa fase di involuzione.

Un periodo in cui tutte le vecchie contraddizioni presenti all'interno dei Ds e della Margherita sono riaffiorate. Contraddizioni e contrapposizioni politiche, ma più spesso personalistiche, che hanno allontanato da noi le moltissime persone che con fiducia e speranza si erano avvicinate ed avevano partecipato alla fase costituente del partito.

Solo la straordinaria manifestazione del 25 ottobre a Roma aveva riportato un po' di ottimismo tra le democratiche e democratici che, sotto nuove bandiere, avevano cominciato a impegnarsi per un paese diverso, per un'Italia migliore, più giusta e più solidale.

Quel clima di disaffezione verso il PD si è riverberato, gioco forza, anche a livello territoriale. Le  eco dei quotidiani contrasti tra i leaders nazionali hanno finito per indebolire anche l'azione politica locale. La vicenda di Firenze, della Campania, dell'Abruzzo hanno seminato scoramento verso un partito composto di persone per bene.

In Versilia il lavoro politico del PD, dopo la bruciante sconfitta a Viareggio,  ha provato a ripartire, dopo  una comprensibile fase iniziale di sconforto,  dallo spirito che aveva animato tutti noi giusto un anno fa. Abbiamo cercato di coinvolgere più persone possibile, confrontandoci sul merito delle cose. Abbiamo affrontato  un'assemblea programmatica definita grazie alla costituzione di forum tematici cui hanno partecipato sindaci, amministratori provinciali e semplici cittadini e in cui si è  discusso  di problemi concreti, di esigenze reali con cui le persone della nostra terra sono chiamate  quotidianamente a confrontarsi. La crisi economico finanziaria  internazionale sta mettendo in ginocchio le nostre imprese: della cantieristica, del lapideo, e allungando ombre preoccupanti sulla prossima estate e le ripercussioni negative sulla nostra economia turistico balneare. Il nostro lavoro politico sarà concentrato a trovare soluzioni quanto più condivise possibili sulle soluzioni che comprensorialmente possono essere ricercate.

Pensiamo, come abbiamo detto in un documento inviato al segretario Veltroni, che si debbano affrontare di petto le cause di quanto avvenuto in queste ultime settimane. Pensiamo che si debbano interpretare con sobrietà e “stile” i ruolo politici e istituzionali ricoperti; che questi ruoli non debbano essere vissuti indeterminatamente come ”posti di lavoro”; che chi è indagato non debba candidarsi ad alcuna elezione, interna o pubblica; che si riportino le discussioni politiche all'interno del partito e non sulle pagine dei giornali; che non si perda tempo a discutere di date del congresso ma ci si concentri sugli appuntamenti elettorali della prossima primavera; che ci si confronti con i problemi drammatici che gli italiani stanno affrontando; che, per finire, si diano segnali forti che il progetto del Partito Democratico va avanti. Va avanti confidando sul lavoro difficile, quotidiano, a volte poco visibile,  che, almeno noi del PD della Versilia, cerchiamo di affrontare con impegno.

Il PD versiliese non si aspetta miracoli dai nostri leaders nazionali, ma pretende da loro per primi senso di responsabilità, serietà politica ed etica e vicinanza alla gente comune e ai territori.

Ci aspetta un anno difficile, il PD deve stare dalla parte di chi si sobbarcherà le ripercussioni della crisi, dalla parte degli operai,  delle piccole e medie imprese, dalla parte dei più deboli. Noi, come PD della Versilia, nel nostro piccolo, lo faremo.

 

Fabio Balderi