Viareggio, 29 novembre 2008

 

Cosi come evidenziato durante l'iniziativa di una settimana fa nella sede dell'APT a Viareggio, quando, assieme all'assessore regionale Paolo Cocchi, abbiamo incontrato gli imprenditori del settore turistico della Versilia, per discutere delle   problematicità legate alla nostra offerta turistica, il PD è impegnato a supportare l'attività d'impresa di questo fondamentale settore economico della nostra realtà territoriale.

In modo particolare il PD della Versilia ha sollecitato l'azione della Regione Toscana ad eliminare quegli ostacoli burocratici e quelle incertezze legislative che non consentono una precisa e attenta programmazione imprenditoriale.

È all'ordine del giorno, nell'ambito di questa prospettiva di razionalizzazione normativa in materia turistica, tutta la complessa partita legata al settore balneare. Gli eredi di quelle generazioni di famiglie di concessionari di stabilimenti che hanno contribuito in maniera determinante a rendere famosa la Versilia nel mondo, sono oggi alle prese con la necessità di definire, in modo positivo, la futura azione di implemento dell'offerta dei singoli esercizi.

Noi crediamo che la regione abbia dato un contributo importante al tavolo nazionale per la modificazione della legge per la regolamentazione dei canoni sul demanio marittimo, anche grazie all'azione del sottosegretario Brambilla,

La Regione Toscana, lo sanno bene i nostri concessionari ha sulla propria testa una vera e propria spada di Damocle: la necessità di definire una equilibrata classificazione delle aree turistico balneari, con un procedimento d'inchiesta, proprio per aver sino ad oggi rinviato tale deliberazione,  per danno erariale stimato in circa  12 milioni di euro.

La individuazione delle  aree di a valenza turistica è dunque un provvedimento che non può essere rinviato. È nostro auspicio che, in tal senso, il protocollo d'intesa firmato non sia poi alla fine stoppato dal ministro del tesoro che potrebbe ravvisare nel protocollo sottoscritto anche dalle regioni un minor gettito fiscale per le casse dello stato. La classificazione delle aree demaniali che sta all'interno dell'accordo siglato non prevedendo  l'introduzione di un meccanismo di puntualizzazione delle imprese balneari, porterebbe per le singole fasce individuate un aumento generalizzato dei canoni. La regione ha proposto un criterio sulle base  delle dotazioni di servizi dei singoli stabilimenti, ma, così come ricordato da Cocchi, può essere ridefinito  attraverso il prezioso contributo della categoria.

D'altra parte l'attenzione del PD e della giunta regionale è dimostrata anche dall'impegno con cui l'assessorato regionale sta lavorando per definire un protocollo con l'agenzia del demanio teso a continuare a rendere semplice sotto il profilo burocratico il rinnovo delle concessioni alla loro scadenza contrattuale, cosa che invece non avviene in altre regioni.

Per questi motivi riteniamo che le contrapposizioni tra le azioni intraprese del governo regionale non contrastino l'impegno assunto dall'On. Brambilla. Anzi auspichiamo che Tremonti, alla fine, non ponga la proprio veto all'importante lavoro di concerto fatto tra operatori, regioni e dipartimento  del turismo.

 

Il segretario territoriale                La senatrice                          L'assessore provinciale al turismo

Fabio Balderi                         Manuela Granaiola                          Patrizio Petrucci