
Viareggio, 4 dicembre 2008 COMUNICATO STAMPA
Anziché determinare economie di scala, efficienza, investimenti sul territorio, i primi anni di GAIA sono stati una via crucis, fra incertezze gestionali e decisioni incomprensibili. L’ultima in ordine di tempo, è questa vicenda degli aumenti retroattivi, sui quali giustamente cittadini e associazioni di consumatori alzano alto un grido di protesta. Si tratta di decisioni che stridono con un elementare senso di rispetto dei clienti del servizio e che devono essere senza indugio riviste.
Su GAIA è tempo di decisioni nette ed il Partito Democratico della Versilia ha maturato la convinzione, scrivendolo con nettezza nei propri programmi, che le mezze misure non servono più. Per chi crede, come noi crediamo, nel ruolo delle aziende pubbliche in servizi essenziali come quello idrico, esigere rigore gestionale e indipendenza dell’azienda pubblica dalla politica è un dovere doppio. Un’azienda pubblica non è un’azienda in mano alla politica. Alla politica spettano grandi compiti di indirizzo e controllo, compete di indicare gli obiettivi generali della tutela e dell’impiego della risorsa acqua e c’è un luogo dove questa responsabilità si esercita: l’ATO delle acque, vera authority del settore, i cui compiti sono spesso sottovalutati e non esercitati con la necessaria incisività. L’azienda che gestisce il servizio deve essere condotta secondo rigorosi criteri aziendali, le regole delle società per azioni ed il codice civile. Per far questo, non serve e non aiuta un consiglio di amministrazione di politici, ma servono amministratori ed un management scelti secondo esclusivi criteri di competenza professionale e di indipendenza.
La politica faccia dunque un passo indietro da GAIA.
Il Partito Democratico della Versilia ha cominciato a produrre atti chiari e conseguenti con questo assunto. In 4 consigli comunali della Versilia è stato presentato un ordine del giorno preparato dai nostri consiglieri che dice cose chiarissime. Quell’ordine del giorno è stato approvato da 3 di questi consigli comunali. Altri seguiranno nelle prossime settimane. Vi si chiede di superare l’attuale CDA, di conferire i poteri ad un amministratore unico, di esigere dall’azienda un piano industriale chiaro e realistico ed un’analisi dettagliata ed oggettiva dei fondamentali dell’azienda.
Se la classe politica tutta non determina una scatto su questa vicenda, oltre a venire meno ai propri doveri, getta nel discredito l’idea stessa di avere aziende pubbliche nei servizi. Un esito per noi inaccettabile.
IL SEGRETARIO TERRITORIALE
DEL PARTITO DEMOCRATICO
Fabio Balderi
IL RESPONSABILE ENTI LOCALI
DELL’ESECUTIVO TERRITORIALE PD
Adolfo Del Soldato