24 febbraio 2009

 

Le ronde civiche sono una risposta sbagliata ad un problema serio e reale che è la mancanza di sicurezza in determinate ore del giorno ed in alcune zone delle città italiane.

Le ronde, composte da volontari, così come ipotizzato dalla normativa nazionale e che riscuote già strenui sostenitori anche nelle nostre realtà, distolgono lo sguardo dai problemi veri, cronici che impediscono in modo compiuto di sorvegliare per intero il territorio da parte delle regolari forze dell'ordine.

Le barbare aggressioni succedutesi nel corso delle ultime settimane a danno di donne e ragazze da parte di delinquenti, non importa se italiani o stranieri, meritano risposte dure. Non si può usare il guanto bianco verso chi stupra, sevizia, violenta, fisicamente  e psiclogicamente donne, ragazze o, peggio, bambini. Lo Stato deve dimostrare solidarietà verso chi, pur in grandi difficoltà, dimostra di volersi inserire nel tessuto sociale del nostro paese, ma deve usare il pugno di ferro verso chi calpesta le nostre leggi.

A tutto questo l'ipotesi di instaurare ronde di cittadini non da alcuna risposta seria che possa avere la possibilità di sedare, o reprimere atti di vandalismo o di violenza.

La risposta è semplice: sostenere  le nostre forze dell'ordine. Carabinieri, polizia di stato, guardia di finanza,  polizia municipale( ed esercito nei casi limite), sono professionalmente atti a svolgere un compito istituzionale di tutele dell'ordine pubblico, con un deterrente enormemente maggiore rispetto alle demagogiche proposte di “giustizia fai da te”.

Incitare alla bontà del provvedimento del governo nazionale a sostegno delle ronde e tagliare fondi ai carabinieri e poliziotti che spesso sono costretti a restare in ufficio perché le volanti non hanno benzina, che devono rimanere dietro una scrivania invece di stare nelle strade, è vergognoso per un paese civile quale si proclama l'Italia.

Capisco la rabbia dei cittadini obbligati a convivere con bulli che se ne fregano delle regole della convivenza civile e sono al loro fianco quando chiedono con forza pene più severe e, soprattutto certe; ma la risposta non sono le ronde che girerebbero per le nostre vie.

Penso che maggiore illuminazione di ogni angolo dei nostri comuni, una sorveglianza da attuarsi anche attraverso il ricorso a telecamere ubicate nei punti più critici, possa essere, da parte delle amministrazioni locali una prima risposta concreta, unita, però ad un maggior impegno finanziario del governo centrale  verso le forze dell'ordine.

                                                              Il segretario territoriale

                                                                  Fabio Balderi