PD VERSO UN NEW DEAL ECOLOGICO
Ho partecipato con grande attenzione all’iniziativa tenuta a Roma sull’ambiente sabato scorso, e credo che siano per noi utili alcune riflessioni in merito, che ci evidenzino come il tema dell’ambiente debba porsi al centro del programma del PD, come già ho enunciato nel mio documento programmatico:
+ Fino ad oggi abbiamo avuto un’economia che è corsa verso una crescita senza limite, di contro oggi ci si rende conto di come le risorse da cui prende vita siano limitate.
Oggi quindi credo che non si può più guardare ad uno sviluppo basato sulla crescita ma ad uno sviluppo sostenibile:
per sviluppo sostenibile si intende “passare da un modello di sviluppo teso a raggiungere esclusivamente un obiettivo economico, ad uno sviluppo in cui diviene predominante la necessità di soddisfare le proprie esigenze tenendo presenti le esigenze delle generazioni future”.
Questo passaggio da uno sviluppo teso principalmente al raggiungimento di un obiettivo economico ad uno sviluppo sostenibile non può avvenire senza l’impegno della politica:oggi sempre più ci si rende conto che è la politica che deve orientare l’economia, mai come oggi è necessario incrementare le politiche della sostenibilità.
Ci voleva il riformismo di Obama per sostenere che “crisi finanziaria coincide con crisi energetica, con crisi climatica” e che quindi l’unica strada da seguire per rilanciare l’economia è quella di guardare all’ambiente.
Questo è l’insegnamento da seguire anche in Italia, bisogna incrementare le politiche ambientali, bisogna considerare “l’ambiente come l’unica chanche da giocarsi per uscire da questo momento di recessione e non come un costo che non ci si può permettere di sostenere in un momento di crisi”, come l’attuale Governo fa.
Obama ha stanziato 150 milioni di dollari sui rinnovabili, su investimenti energetici e sulle tecnologie verdi , quindi mai come adesso, secondo me, il PD deve mostrarsi come “il partito Riformista”, che pone al centro del suo programma la SOSTENIBILITA’, per noi la strada da seguire deve essere quella di un “new deal ecologico” che permei ogni settore Italiano.
Bisogna che la NOSTRA ECONOMIA SI DISTINGUA PER QUALITA’ E NON PER QUANTITA’.
NEL SETTORE ARTIGIANALE è importante un mix fra economia e ambiente ( guardiamo ad esempio al chachemere: i cinesi ce lo invidiano, sono venuti in Italia a studiarlo, ma in casa loro non vi riescono a produrlop così morbido, perché? Qual è il segreto? L’acqua limpida che abbiamo nella zona Biellese).
NEL SETTORE IMPRENDITORIALE anche qui il mix economia ambiente risulta vincent: le imprese si devono innovare da un p.d.v. ecologico, bisogna guardare al basso impatto ambientale anche nella produzione, bisogna puntare sulla ricerca e questo porta anche la creazione di nuovi posti di lavoro.
NEL SETTORE DELLE INFRASTRUTTURE
Bisogna sostenere gli investimenti che favoriscano una mobilità sostenibile . soprattutto le infrastrutture su ferro.
NEL SETTORE DELL’EDILIZIA
Il futuro è nella costruzione di edifici a basso impatto ambientale, con materiali nuovi, dove l’energia solare sia predominante, è nella sfida dell’ efficienza energetica anche negli edifici pubblici.
Bisogna, quindi secondo me, come partito, lottare anche a livello locale:
- AFFINCHE’ GLI INCENTIVI ECONOMICI IN TAL SENSO SIANO PIU’ ROBUSTI
- AFFINCHE’ SI INVESTA SEMPRE PIU’ IN ECOLOGIA
-AFFINCHE’ CI SIA PIU’ INFORMAZIONE POSSIBILE SULL’ IMPORTANZA DELL’AMBIENTE ANCHE IN CAMPO ECONOMICO
-AFFINCHE’ L’UTILIZZO DELLE ENERGIE RINNOVABILI AVVENGA CON PROCEDURE PIU’ SEMPLICI lontane da quella burocrazia che oggi è ancora troppo presente.
Paola Gifuni